17 nuovi draghi in House of the Dragon

House of dragonsGeorge R.R. Martin ha rivelato alcuni interessanti dettagli riguardo la serie House of the Dragon, ispirata alle vicende della famiglia Targaryen. In particolare, si è soffermato sui draghi che vedremo nella nuova serie!

Ognuno dei 17 sarà riconoscibile per forma, colore e soprattutto per la sua personalità. Ce n’erano solo tre in Games of Thrones e vederli crescere è stato uno dei motivi per cui sono rimasta a vedere tutta la vicenda.

La storia stavolta ci porterà alcuni secoli indietro nel tempo e mostrerà il nascere e l’evolvere della Dance of the Dragons, la danza dei draghi. La guerra civile dei Targaryen coinvolgerà ovviamente i loro draghi.

House of the Dragon uscirà nel 2022 e la prima stagione sarà composta da 10 episodi.

La promozione delle serie tv

Cranio di drago esposto per lanciare Games of Thrones. Foto David Parry/PA Nel 2013, in occasione della messa in onda della prima stagione, i geni del marketing di Taylor Herring PR fecero ritrovare un enorme cranio di drago sulle spiagge del Dorset. Il drago è ispirato a quello trovato da Arya Stark nelle sue esplorazioni dei sotterranei di King’s landing. Il posto non fu scelto a caso: si tratta della strafamosa costa giurassica, nota per aver dato lavoro a schiere di paleontologi con il ritrovamento di fossili molto ben conservati.

Il cranio era lungo 12 metri e alto quasi 3. Tre scultori lavorarono per due mesi per progettarlo, costruirlo e dipingerlo. L’idea di piazzarlo sulla battigia era studiata apposta per suggerire uno spiaggiamento dopo una mareggiata.

Non conoscevo ancora Games of Thrones nel 2013, quando ritrovai delle impronte di drago sulle spiagge del Lago Maggiore. Furono pubblicate il 31 dicembre su La Stampa insieme all’annuncio dell’uscita del mio romanzo Draghi randagi.

Le campagne stampa e le mostre

Ombra di drago sul New York TimesPer l’annuncio della terza stagione di Games of Thrones la HBO fece uscire una pagina di giornale con l’ombra di un drago. Meraviglioso esempio di come un’immagine riesca a convogliare un messaggio impossibile da ignorare. Scelsero il New York Times perché proprio in quel periodo a New York c’era la mostra con esposti i prop della serie. La gente faceva la fila per vedere dal vivo il trono di spade e soprattutto per sedercisi.

Le narrazioni transmediali richiedono una buona padronanza della creatività nelle campagne di guerrilla marketing. Io, quindi, mi aspetto (sogno, desidero intensamente, bramo) grandi cose per il prossimo lancio di House of the Dragon.

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