Attenzione alle fatine natalizie: mordono!

Il nuovo ceppo di fatine lampeggianti si è dimostrato subito molto pericoloso: i loro morsi sono dolorosi e profondi. Alcune di esse, quando infastidite, sono anche capaci di usare la clava e la mazza chiodata.

Dove sono finite le classiche fatine che eravamo abituati a veder svolazzare leggiadre attorno agli alberi di Natale delle fate? Un gruppo di ricerca guidato dal professor Hogg Brandistock dell’università di Virtel ne sta allevando alcuni esemplari in cattività per venire a capo del mistero.

Dalle prime indiscrezioni pare che ci sia stata una ibridazione tra alcuni individui del popolo del muschio (Microelfus muschiosus) e le fatine della specie Lampiris natalis. Qualcuno parla addirittura di un evento paragonabile al ratto delle Sabine, di cui vediamo oggi i figli.

Esiste anche un filone comportamentista, secondo il quale la mutazione non ha basi genetiche, ma solo culturali. I maschi delle Lampiris natalis si sono stufati di essere relegati in cucina a spignattare e si sono dati alla bella vita, prendendo il posto delle loro femmine dopo aver vinto la loro piccola rivoluzione sessuale.

Foto | mymovies

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