Capitolo omaggio di Draghi Randagi

i draghi rinselvatichiti danno parecchi problemi. Disegno di Andrea CaponeI selvatici si prendono per la gola

Quello con il cappuccio verde se l’è fatta sotto dalla paura, l’odore è inconfondibile. Sono stato fermo, non ho parlato, non ho mostrato i denti e ho pure tenuto gli artigli nascosti.
Che altro posso fare per non spaventarli? Almeno stavolta non sono corsi via a briglia sciolta.
Certo, ho dovuto ammazzare i cavalli per impedirlo, ma era necessario.
Come diavolo faccio ad addomesticare della gente che scappa?

Vediamo se tra di loro c’è qualcuno meno tonto degli altri. Ecco, forse quello coi capelli bianchi. Ora gli lancio un po’ di monete lungo il sentiero, magari esce da dietro quel sasso e ne raccoglie qualcuna.

Dai, da bravo, un altro paio, così, ancora una, bravo! Dai, dillo ai tuoi amici che il drago vi ha portato un tesoro! Guarda, ho qui tutto un forziere pieno. Le vuoi? Vieni vicino a prenderle, su bello! Mamma mia che pazienza che ci vuole.

Ecco, ora che hai raccolto un po’ di monete e sei tutto contento non farai troppe storie se mi avvicino a quel montone che avete dimenticato sul fuoco. Non vorrai mica che si bruci? Tranquillo, mi interessa la carne cotta, non quella cruda e coperta di vestiti stoppacciosi. Mmmh, non male per una cucina da campo!

Dai ragazzi, mettete giù quelle picche, non mi va di sbranare qualcuno mentre mangio, suvvia! Oh, ragazzi, giù le picche ho detto! Vabbé ho capito, torno un’altra volta a finire il discorso. Comunque sia, grazie per la cena!

Questo è il prologo di Draghi Randagi, romanzo fantasy storico di Francesca D’Amato e illustrato da Andrea Capone, ambientato nel 1300 tra Milano e il Lago Maggiore. Compagnia della Rocca Edizioni.

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