Tarli mutanti e bacchette magiche

I tarli sono un problema di sicurezza molto sottovalutato quando si parla di bacchette magiche. Una infestazione di tarli, piccoli coleotteri mangiatori di legno (xilofagi), può indebolire la bacchetta fino al punto di causare esplosioni durante il lancio di incantesimi. Se la bacchetta resiste, il problema potrebbero essere le mutazioni indotte negli insetti, ripetutamente esposti al flusso magico. I piccoli e indifesi tarli assorbono parte degli incantesimi a cui vengono …

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I draghi svizzeri di Scheuchzer

Johann Jakob Scheuchzer descrisse dettagliatamente i draghi della Svizzera. Sopra il villaggio di Ommen, all’ombra di un grande abete, un tale di nome Mcyer vide un drago con le ali argentate su cui spiccavano punti rossi (come quelle del drago rogazionale di Orta). Le scuoteva e respirava pesantemente. Due giorni dopo l’avvistamento, grandinò. La gente del posto si aspettava il maltempo proprio perché era stato visto un drago. Scheuchzer estese …

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Uova di Ashwinder e fuochi magici

L’uovo di Ashwinder è tondo, sferico, non appuntito da un lato come quello degli uccelli o dei draghi. Questa creatura magica, infatti, è più simile a un serpente che a una bestia con la testa grossa e anche le sue uova, quindi, non hanno bisogno di avere una parte più ampia. Il ciclo vitale dell’Ashwinder è composto da due fasi, separate da fuoco e fiamme. L’uovo, di colore rosso intenso …

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Il drago Shenron in vacanza al mare

Il drago Shenron è stato avvistato in Francia, sulla spiaggia di Réville, nella Bassa Normandia. Al suo posto, fino a pochi giorni prima, c’era un vecchio edificio di cemento, abbandonato e schiaffeggiato dalle onde. Baby.K e Blesea ci hanno visto del potenziale, si sono armati di vernice e si sono messi all’opera. I due graffitari francesi hanno trasformato la parte più vicina al mare dell’edificio nella bocca aperta, con piccole …

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Alberi di Natale e draghi

È accaduto quel che temevamo: i draghetti hanno scoperto come giocare con gli alberi di Natale. All’inizio si comportavano come grossi gatti, limitandosi a tirare qualche zampata alle palline del loro colore preferito. I cuccioli consideravano gli alberi di Natale come altri alberi da frutto, una volta capito che le palline non sono commestibili e svanita la novità, sono tornati ai loro soliti giochi. Li abbiamo tenuti d’occhio ugualmente. Sapete, …

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Draghi al servizio di Babbo Natale

Come sapete, io lavoro in un draghile. La scorsa settimana abbiamo ricevuto una richiesta piuttosto insolita da parte degli elfi di Babbo Natale. Dicono che quest’anno hanno problemi con l’approvvigionamento di materie prime (legno, colori, latta, carta da pacco…) per costruire i giocattoli da regalare. Pare che tra controlli doganali, scioperi dei distributori ed errori dei fornitori la produzione di regali stia accumulando grandi ritardi. In pratica gli elfi ci …

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Il ruolo ecologico dei Folletti della Cornovaglia

Sono molesti, svolazzano freneticamente, toccano ciò che non dovrebbero, rompono gran parte delle cose che hanno la sfortuna di trovarsi nei loro paraggi e quindi in molti si interrogano sul perché i Folletti della Cornovaglia non siano stati sterminati da tempo. Nel 1600 una strega venne sequestrata dai folletti e ne rimase traumatizzata. Dymphna Furmage chiese formalmente al Ministero della Magia di sterminare i folletti ma il ministero rifiutò. Da …

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A che cosa serve l’osso sulla punta del naso?

Molti draghi hanno una sporgenza ossea sulla punta del naso. Molti dragonieri non si sono mai chiesti perché. Io no: mi faccio spesso domande e qualche volta ipotizzo anche delle risposte, seguitemi nei meandri della dragonologia e poi fatemi sapere se siete d’accordo con me o se avete una vostra teoria da sottoporre a sperimentazione. I pulcini degli uccelli, che devono rompere un guscio ben resistente al momento della schiusa, …

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Esperimenti scientifici coi fuochi fatui

Bagliori vaganti, di origine ancor oggi incerta, popolano le notti e i racconti dei viandanti. Avvistati sopra le torbiere, aleggianti nei miasmi di palude o sfuggevoli tra le ombre dei cimiteri, i fuochi fatui non si sono ancora lasciati acchiappare e men che meno studiare. Due chimici dell’università di Pavia hanno provato a riprodurre un fuoco fatuo in condizioni controllate. Lo scopo di Luigi Garlaschelli e Paolo Boschetti era dimostrare …

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L’origine del cappello della strega

Il tipico cappello a punta non era un capo di abbigliamento che le streghe mettessero volentieri. Era il simbolo della loro condanna e lo dovevano indossare dopo essere state processate e ritenute colpevoli di stregoneria, sempre se la sentenza non era una condanna a morte. Prima del processo le streghe si vestivano come volevano loro, senza cappelli particolari. Il cappello a punta serviva a identificarle e isolarle in modo che …

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