Educazione e obbedienza: draghi non violenti

-educazione non violentaLe punizioni corporali non insegnano la disciplina, anzi, danno un’ottima ragione ai giovani per raffinare la loro abilità nel mentire agli educatori per farla franca. Per questa ragione i draghi delle Cronache del Verbano non puniscono i loro piccoli, ma mostrano loro le conseguenze dei loro misfatti e li aiutano a sentirsi responsabili delle proprie azioni.

Alcuni ricercatori della McGill university hannno misurato l’abilità nel mentire di alcuni bimbi e hanno scoperto che quelli che venivano puniti in pubblico con scappellotti, bacchettate e sculaccioni erano tremendamente più bravi dei loro coetanei nell’inventare bugie e nel sembrare convincenti. Bimbi di 3 e 4 anni raccontavano palle come ragazzini di 6 o 7 anni.

Mantenere la disciplina con metodi autoritari permette di ottenere risultati superficiali e stimola gli allievi a inventare soluzioni creative per sottrarsi alle punizioni. I ragazzi si fanno furbi, non diventano onesti e corretti per paura. Se lo scopo dell’educazione è formare adulti capaci di contribuire costruttivamente alla società, il modo migliore per farlo non è violento e nemmeno coercitivo. Una società fatta di furbi si estingue, una fatta di cooperatori sopravvive. Un drago non sopravvive centinaia di anni se il suo gruppo è violento, la selezione naturale non ha avuto altra scelta che optare per la non violenza.

Foto | Steve Ford Elliot
A Punitive Environment Fosters Children’s Dishonesty: A Natural Experiment

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