I cappelli del piccolo popolo

Gli gnomi di caverna non portano vestiti, men che meno cappelli. Gli gnomi descritti da Rien Poortvliet (l’olandese che ha scritto le storie originali di David Gnomo) portano cappelli di vario colore, molti dei quali a punta e rossi. Sono tutti rossi, anche se di varie tonalità , i berretti degli scozzesi e si dice che la gradazione del colore dipenda da quanto sia fresco il sangue che usano come colorante.

Le fate a grandezza umana, come le fate madrine, di solito, hanno cappelli a punta con velo, mentre quelle piccole e volanti (come Campanellino) generalmente non hanno cappello. Anche i maghi e le streghe usano un cappello a punta, generalmente di colori scuri, mentre gli elfi di tutte le taglie sembrano farne sempre a meno.
Anche satiri, troll, sirene, ninfe e driadi ne fanno a meno.

Ora, mettendo insieme queste osservazioni mi viene da pensare che gli abitanti del piccolo popolo si siano evoluti da un ceppo originale senza cappello. Gli esseri della mitologia antica (gnomi di caverna, driadi, satiri…) sono tutti senza cappello, mentre le grandi fate, le streghe e i maghi (di estrazione un po’ più umana e medioevale) sono cappellati.

Resta il mistero del cappello a punta degli gnomi dei boschi. Potrebbe essere una imitazione del vestiario delle creature di dimensioni maggiori, acquisito in tempi storici, o potrebbe essere un residuo di un tempo in cui il piccolo popolo aveva la testa a punta. Se fosse vera questa ipotesi, sarebbero stati gli umani e le grandi fate a copiare l’abbigliamento dei piccoli gnomi, non viceversa.

Per risolvere il mistero occorrerebbe una indagine antropologica su resti di gnomi molto antichi.

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