Il fantasy a tavola: piatti tipici e medievali

canederliI personaggi dei miei romanzi mangiano veri piatti tipici: paniscia, canederli, frico e pan di mei. Il fatto che si tratti di fantasy storico non mi impedisce di citare prelibatezze disponibili anche oggi e alla portata di tutti i lettori che vogliano fare del turismo fanta-gastronomico in Italia.

I pan di mei sono i dolcetti con cui Giorgio convince un drago randagio a tornare docile. Ancora oggi si cucinano in Brianza in primavera, con i fiori di sambuco.

Quando Giorgio arriva in Alto Adige non può non mangiare i canederli. Nel prossimo romanzo racconterò anche la storia di come i draghi insegnarono agli uomini ad affumicare la carne per conservarla. Sono stata più volte in viaggio stampa in Alto Adige per documentarmi, ligia all’insegnamento “scrivi di ciò che conosci”.

Il frico, piatto tipico della Carnia, lo prepara Matilda per Ottavio e, ovviamente, non usa le patate che sarebbero arrivate in Italia solo un paio di secoli dopo lo svolgersi della nostra storia.

Stesso problema per i fagioli sudamericani e per il riso cinese, ingredienti attuali della paniscia che nel 1300 si faceva con il miglio e le fave. Nota curiosa: l’originale Matteo da Boca, l’oste che parla di draghi randagi a Giorgio, e’ un ragazzo che inventa giochi e adora la paniscia.

Il problema e’ stato reperire ricette popolari, spesso ben diverse da quelle decantate dai poeti di corte, avvezzi ai menu dei nobili. Ho chiesto aiuto a un amico che si diletta in cucina storica: Andrea Perin.

Ho scoperto che nei conventi i frati mangiavano un sacco di verdure, che la carne nelle zuppe dei soldati era spesso secca o salata e che si bevevano 2-3 litri di vino (acido) al giorno, a testa.

Foto | kapa89

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