Metodi medioevali per trovare tesori sotterranei

tesoroCercare tesori, nel medioevo, era pericoloso perché si rischiava la scomunica. Il problema non era tanto nel disseppellire i morti per rubare i gioielli con qui questi erano stati sepolti (bastava andare a scavare fuori dai cimiteri cristiani e tutto era lecito). Il problema era che molti cercatori di tesori interpellavano diavoli di vario ordine e grado per farsi rivelare dove fossero i posti giusti per scavare.

Spesso si interrogavano i morti, che tutto possono vedere e che magari assistettero ai fatti. La presenza di un negromante era ritenuta indispensabile al ritrovamento di tesori consistenti.

Nel grimorio di Papa Onorio III, una raccolta medioevale di incantesimi catalogabili come magia nera, si parla del metodo del crivello. Usare il crivello è il più innocuo dei metodi divinatori: occorre mettere un setaccio in bilico su un paio di forbicioni (quelli usati per tosare le pecore) e poi si pongono delle domande la cui risposta sia alternativamente si o no. Se il setaccio cade immediatamente è un no. Se resta in bilico a lungo dopo la fine della domanda, un sì.

Personalmente ritengo che il setaccio servisse a spargere nelle grotte la finissima farina utile a vedere le impronte degli gnomi di caverna, veri custodi dei tesori del sottosuolo, e che le forbici da tosatore fossero usate per torturarli. Uno gnomo tosato non sente più i cambiamenti nelle correnti d’aria indispensabili a muoversi nel buio delle grotte e non è più un grado di proteggersi dalle fiammate dei draghi. La minaccia della tosatura era la migliore delle armi a disposizione dei cercatori di tesori.

La rielaborazione successiva ha trasformato gli gnomi in diavoli e le forbici e il setaccio hanno cambiato funzione, ma sono rimasti parte integrante della tradizione.

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