Recensione de Il drago argentato uscito su Netfilx

Il drago argentatoIl drago argentato è il giovane (e un po’ ingenuo) protagonista di una avventura in giro per il mondo densa di citazioni. Il suo mondo è minacciato e l’alternativa a combattere è ritrovare una terra leggendaria dove i draghi non debbano più nascondersi.
Il suo nome originale in tedesco è Lung e lo conosciamo così anche in italiano. Nella versione inglese però troviamo il nome cambiato in Firedrake. Vi ricordo che pochi mesi fa sono usciti altri due film con protagonisti dei veri lung (Wish dragon e Raya e l’ultimo drago) e chiamare questo esemplare “lung” avrebbe creato problemi con i fan più pignoli.

Fino a quel momento i draghi hanno vissuto appartati, senza esprimere il loro potenziale: non volavano e non fiammavano per non farsi notare. Non son veri draghi, insomma!
Il drago argentato deve lasciare il mondo conosciuto e lo fa per consultare un oracolo chiamato “Internet”. L’oracolo si trova in città e il giovane drago ci va insieme alla sua amica brownie di foresta, ma le cose si complicano e i due scapperanno prima di assaggiare i biscotti dell’oracolo (prima di accettare i cookie di Internet…).

Il protagonista umano è un ragazzino, uno che dice di cavalcare i draghi perché al cinema in città, quella sera c’era un famoso film con i vichinghi che addestrano draghi (sì, PROPRIO quello!). Ben vive di furti e di imbrogli, a lui l’avventura servirà a trovare una famiglia e un modo migliore di vivere (Fake it until you make it, boy!). Ovviamente Ben non piace per niente alla brownie, Sorrel (Fiore di Zolfo) è di gran lunga la più matura del gruppo.

NettlebrandArriviamo infine a conoscere l’antagonista di questa storia: Nettlebrand un drago meccanico costruito in laboratorio che per tutto il film si distrae perché cerca altri draghi. Questa versione del mostro di Frankenstein incarna il desiderio struggente che non può essere né educato né soddisfatto. Nettlebrand non vuole fare amicizia con altri draghi, vuole mangiarseli.
Veniamo ora alla curiosità su questo personaggio, doppiato da Patrick Stewart, aka il capitano Picard. Che cosa dice per mettere in moto il sottomarino durante l’inseguimento dei nostri eroi? ENGAGE!

Uh, lo so che ve lo state chiedendo tutti: quali libri sono usciti prima: quelli in tedesco coi cavalieri che cavalcano i draghi di Cornelia Funke o quelli in inglese coi vichinghi che li addestrano di Cressida Cowell?
La prima versione de Il cavaliere dei draghi di Corneli Funke è del 1997.
La prima edizione de Le eroiche disavventure di Topicco Terribilis Totanus III esce nel 2003. Se qualcuno avesse preso ispirazione, credo proprio sia stata Cressida Cowell a seguire la scia di Cornelia Funke.

Cornelia Funke è anche ambasciatrice per la Germania sui temi del decennio della biodiversità, indetto dalle Nazioni Unite e sostiene attività a favore dell’ecologia e dei bambini svantaggiati in diverse parti del mondo.

Insomma, i ragazzini che cavalcano draghi sono argomento che continua a piacere al pubblico e, quindi, continuano a uscire film con questo tema. Ora, giusto per non limitarci a copiare e basta, che ne direste di un fare dei film dove i draghi abbiano caratteristiche anatomiche DECENTI e non si trascinino in giro su quattro inutili zampe? Gliene bastano due per spiccare il volo e poi hanno le ali. Zozza miseria, hanno le ALI, che se ne fanno delle zampe extra?

Dimmi che ne pensi. :)

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