Serpente marino gigante in Francia

Serpente marino a Nantes. Foto di Yves LCLo scheletro di serpente marino che si è spiaggiato sulle coste francesi è lungo 130 metri.

Siamo a Saint-Brevin-les-Pins, sulle spiagge dell’estuario della Loira, poco lontano da Nantes. Qui le maree dell’Oceano Atlantico sono un pochino più alte di quelle a cui siamo abituati sulle nostre spiagge. A Venezia, in questi giorni, la marea fa salire il livello dell’acqua di un metro. Quelle della spiaggia dove si trova il serpente marino gigante superano regolarmente i 3 metri. Dovete quindi informarvi bene sull’altezza della marea per riuscire a vedere questa enorme scultura in tutto il suo splendore!

Quando c’è bassa marea, le onde lambiscono la coda del Serpent d’océan ed è possibile girarci attorno camminando sulla sabbia. Quando, invece, la marea sale, allora tutto lo scheletro finisce sott’acqua e solo una parte della testa resta visibile.
Le alghe hanno iniziato ad attaccarsi alla struttura d’alluminio, dando all’opera, con il passare del tempo, un aspetto molto più naturale e realistico.

 scheletro serpente marino. Foto diJean-Pierre DalbéraQualche settimana fa parlavamo dell’enorme teschio di drago ritrovato sulla costa dei dinosauri, nel Dorset, in occasione del lancio della prima stagione di Games of Thrones nel 2013. Ebbene, gli inglesi hanno semplicemente copiato l’idea messa in scena, l’anno prima, dall’artista franco-cinese Huang Yong Pingh.

Se questo serpente marino vi sembra grande, sappiate che ne esiste uno lungo 240 metri. Lo realizzò sempre Huang Yong Pingh per esporlo al Grand Palais, a Parigi, nel 2016. L’artista lo circondò di pile container (ne usò 305), alludendo al commercio intercontinentale e alla globalizzazione. Lo sviluppo incredibile dell’industria manifatturiera in Cina, quella che produce i beni che viaggiano verso i mercati di tutto il mondo nei container, iniziò negli anni ’90. Nel 1989 accadde il fatto che convinse Huang Yong Pingh a lasciare per sempre la Cina e trasferirsi in Francia: la protesta di Piazza Tienanmen, dove migliaia di studenti furono uccisi.

Oggi di quel mostro enorme e spaventoso resta solo uno scheletro. L’arte serve a ricordarci che i mostri possono morire e che, una volta sconfitti, la battaglia non va dimenticata.

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