Esperimenti scientifici coi fuochi fatui

I fuochi fatui, bagliori vaganti, di origine ancor oggi incerta, popolano le notti e i racconti dei viandanti. Avvistati sopra le torbiere, aleggianti nei miasmi di palude o sfuggevoli tra le ombre dei cimiteri, non si sono ancora lasciati acchiappare e men che meno studiare. Due chimici dell’università di Pavia hanno provato a riprodurre un fuoco fatuo in condizioni controllate. Lo scopo di Luigi Garlaschelli e Paolo Boschetti era dimostrare …

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Corno di unicorno

Il corno di unicorno, noto anche come alicorno, serve come antidoto per veleni. Lo storico greco Ctesia ci racconta di coppe ricavate da questo materiale usate dai ricchi indiani per proteggersi dall’avvelenamento durante i banchetti. Pare che anche l’inquisitore Torquemada e Papa Bonifacio VIII avessero degli alicorni e che li usassero proprio per evitare di bere pozioni mortali. Quello di Elisabetta I d’Inghilterra giaceva invece inutilizzato nella wunderkammer reale. Leibniz, …

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Pistrice, un classico drago marino

La pistrice è un mostro marino che nuota nel corteo di Nettuno accompagnando sirene e tritoni. Pare che in origine la bestia marina che si mangiò Giona fosse una pistrice (poi iniziarono a dire che si erano sbagliati e che era stata una balena ma questa è un’altra storia). In questo sarcofago romano del IV secolo si vede sulla sinistra una barca da cui stanno buttando a mare un uomo, …

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Idre: come perdere la testa e vivere felici

Quanto è grave per un’idra perdere la testa? Il dibattito scientifico sulle idre è proseguito a lungo dopo la giornata del drago dello scorso aprile. Abbiamo posto alcune domande su questioni ancora irrisolte all’esimio Mattia Aspes, che ha dedicato buona parte della sua giovinezza ad arrovellarsi sulla biologia di queste meravigliose creature. Egregio, sappiamo che la testa principale dell’idra, quella in cui risiede la sua essenza vitale, continua a muoversi …

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Le teste delle idre – un problema scientifico

Perdere la testa generalmente non è un problema per un’idra. Dove prima c’era la testa, ne rispuntano immediatamente due. Il problema semmai è per chi cerca di decapitarla e si ritrova con un problema maggiore di prima. Le fonti classiche sulle idre dicono che l’unico modo per impedire la ricrescita delle teste sia cauterizzare immediatamente il collo dal quale si stacca la testa. I conflitti tra le teste delle idre …

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I draghi di Plinio il Vecchio

Plinio il vecchio dice che i draghi mangiano elefanti e ci racconta anche che li prendono per il naso. I draghi si cibano di elefanti. Per catturarli li assalgono da un alto albero e li lanciano in aria. L’elefante, sapendo che il drago non potrebbe sopportare il suo peso, appena lo scorge lo spinge verso alcuni alberi o rocce dure e tenta di schiacciarlo, ma il drago avvolge le zampe …

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Nuova specie di tritone dall’Ucraina

Hanno trovato una nuova specie di tritone nelle paludi dell’Ucraina. La scopritrice (dotata di spettacolare abilità) è Alice l’acchiappatroll. L’esserino è stato battezzato Swampling. Per adesso è stato trovato solo un piccolo maschio dall’aspetto molto anziano. Non hanno visto femmine o giovani, non sappiamo quindi esattamente che aspetto abbiano. Le femmine potrebbero assomigliare a delle sirene classiche oppure essere anche loro pesciose e grinzose. L’habitat di questo piccolo tritone, a …

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Draghi nel mondo classico

Il mondo classico pullula di draghi. Essi erano ben presenti nella letteratura greca e latina, ne parla Fedro, giusto per citare una grande firma del tempo. Cadmo fonda Tebe vicino alla fonte dove viveva un drago, che non gradisce la cosa e attacca gli uomini di Cadmo, uccidendoli tutti. Cadmo riesce ad ucciderlo, ma si trova da solo. Atena allora gli consiglia di piantare nel terreno i denti del drago, …

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Il drago di Attilio Regolo

Attilio Regolo era il console che guidò i romani durante la prima guerra punica. Le sue truppe erano accampate in Tunisia presso il fiume Mejerdah (che al tempo si chiamava Bagrada) quando furono attaccate da un drago di 120 piedi (36 metri). Il drago si mangiò alcuni legionari e ne uccise altri colpendoli con la coda. I soldati di Attilio Regolo lo attaccarono con i loro giavellotti ma la pelle …

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Barbegazi: gli gnomi delle nevi

Sulle Alpi svizzere vivono i Barbegazi, degli gnomi con piedi talmente grandi da poter essere usati come racchetta da neve o sci. Gli gnomi tengono le dita un pochino rialzate per scivolare meglio nella neve e si dice che al posto della sciolina usino il cerume delle orecchie. (Quest’ultima informazione però prendetela con le pinze, non sono riuscita a controllarla di persona!) Le storie delle Alpi dicono che questi gnomi …

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