Uova di struzzo decorate dalla preistoria

uova decorate del British museumLe uova di struzzo decorate erano un bene di lusso nelle età del bronzo e del ferro, nel bacino del Mediterraneo. Sia la loro produzione che il loro commercio erano fiorenti e solo in pochi potevano permettersi il piacere di possederle.

In primo luogo, il prezzo è determinato dalla difficoltà di procurarsi la materia prima e trovare un nido non è facile. Le femmine degli struzzi scavano un buco nel terreno e, dopo avervi deposto, lo ricoprono. Il nido è ben nascosto.
Posto che riusciate a trovarne uno, ci saranno la madre di giorno e il padre di notte a difenderlo. Uno struzzo pesa 140 kg e può essere alto fino a 3 metri; quando corre, fa i 70 km/h. Uno struzzo riesce a uccidere un leone a colpi di artiglio. Ve la sentite di sfidarlo per sfilargli le uova da sotto e correre via prima che se ne accorga?

Mettiamo che siate riusciti a procurarvi il vostro uovo. Ora avete bisogno di un magazzino sicuro dove farlo stagionare. Appena deposto, l’uovo di struzzo è fragile, non potreste scolpirlo come vogliono i vostri clienti. Vi tocca quindi trovare un magazzino e aspettare. Nel frattempo, i vostri concorrenti che non sono riusciti a prendere le uova da sotto uno struzzo cercheranno di rubare la vostra materia prima dal magazzino. Aggiungete quindi i costi del personale da dedicare alla sicurezza delle vostre scorte.

Se il vostro uovo non ha subito urti fatali durante il recupero, il trasporto e la stagionatura, dovete ora affidarlo a un abile artigiano perché lo lavori. Anche qui rischiate di romperlo, quindi il prezzo sale per coprire il lavoro fatto sulle uova che non superano questa fase. Più se ne rompono, più care devono essere le poche che riuscirete a vendere.

Uovo di struzzo fenicio. Foto: DorieoInfine, purtroppo, i vostri potenziali clienti sono rari e pigri, non verranno di persona alla vostra bottega. Dovrete andare voi da loro con la merce. Il che significa imbarcare le uova e raggiungere i paesi a nord del Mediterraneo via mare o affidarli a una carovana di mercanti e portarli alle corti. Rischi, perdite, costi, avete già capito.
L’uovo che vedete qui a fianco è fenicio. Quello che c’era prima viene dalla tomba di Iside in Italia, a Vulci.

Alcuni ricercatori dell’università di Bristol hanno analizzato la composizione isotopica delle uova di struzzo della collezione del British Museum e le hanno osservate al microscopio elettronico. Da questa indagine hanno potuto risalire alla dieta e scoprire, per esempio, che le uova di struzzo erano state deposte da animali liberi, con una dieta molto varia e non alimentati con cibi monotoni in allevamento. Le uova d’allevamento sono lisce, omogenee, mentre quelle selvatiche hanno delle piccole creste dovute agli stress ambientali.

Grazie agli isotopi, i ricercatori hanno anche potuto indicare due fattori che identificano le zone di provenienza delle uova: umidità e temperatura. Gli struzzi vivono nel Nord Africa e nel Mediterraneo orientale, qui ci sono aree più o meno calde e più o meno piovose. Hanno così potuto dimostrare che uova di struzzi raccolte in un’area con un certo clima erano vendute (e sono state ritrovate) in zone con un clima diverso. Lo spostamento è dovuto al commercio.
I beni che viaggiano per lunghe distanze, sono beni costosi.

Insomma, le uova decorate erano considerate preziose ben prima che gli zar di Russia se le facessero fare dal loro gioielliere di corte.

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