Ambrogio il predicatore

[ Scheda personaggio dei romanzi fantasy-storici delle Cronache del Verbano ]

Ambrogio è un mezz’elfo nei panni di un anziano frate domenicano. Cammina zoppicando appoggiandosi al suo altrettanto vecchio bordone (bastone del pellegrino).

Da ragazzo ha studiato da chierico vagante, poi si è arruolato negli Ospitalieri, ordine monastico-guerriero che difendeva i pellegrini diretti in Terrasanta via mare. Al tempo erano noti come Cavalieri di Rodi e avevano appena ereditato i beni dei Templari, il cui ordine era stato appena sciolto. Ambrogio, un po’ per gli acciacchi e l’età un po’ per paura che anche gli Ospitalieri potessero finire sul rogo, cambia ordine e veste il bianco/nero dei domenicani.

Si insedia quindi a Sant’Eustorgio, convento e ospedale alle porte di Milano, proprio all’arrivo del Ticinello, il canale navigabile che conduce al lago Maggiore e ai valichi svizzeri. Qui diventa un abile predicatore e mette la sua inventiva al servizio dei Visconti e della Corte Oscura e dimostra senza ombra di dubbio che ne ferisce più la lingua della spada.

In Draghi dei Visconti Ambrogio raccoglie informazioni sui draghi per conto di Azzone Visconti, intenzionato ad allevarli. Organizza la propaganda filo-Viscontea con il doppio scopo di servire Azzone e far parlare di draghi affinché la Corte Oscura possa cibarsi delle paure del popolo.

Al momento in cui gli elfi purosangue abbandonano Milano, Ambrogio si ritrova ad essere il punto di riferimento dei mezz’elfi rimasti in città. In Draghi randagi Ambrogio si ingegna per trovare nuove fonti di nutrimento e nuove armi da mettere a disposizione dei mezz’elfi, alleandosi con Riccardo, capitano della guarnigione di Arona e affiliato alla Corte Luminosa.

Ambrogio sapeva combattere con il bastone, ma la vecchiaia lo ha indebolito.
Conosce le erbe e le usa sia nell’ospedale che per aiutare altri mezz’elfi.
La sua arma più efficace è la parola.

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