Contro il fantasy: Boncinelli scrive in modo non scientifico

“Oggi viviamo sempre più in un mondo fantasy. Tutto è effetto della scienza e della tecnica, ma è circonfuso di mistero e quasi di magia. Così scrivevo una quindicina di anni fa.”
L’autocitazione iniziale nell’articolo Contro il fantasy di Edoardo Boncinelli è promozionale, non scientifica. L’autore non cita studi scientifici pubblicati su riviste accreditate, vagliati dalla revisione dei pari, esperimenti, dati numerici; cita se stesso.

“La visione di alcuni film e serie televisive mi dava allora questa netta sensazione”. Qui dichiara apertamente di non applicare il metodo scientifico ma di fare affidamento su una serie limitata di dati “alcuni film” e su procedimenti non razionali “sensazione”.

“Lanciare un sortilegio è prassi comune … anche se non conosco nessuno che nella vita lo faccia veramente.”
Qui inizio a sospettare che abbia scordato le materie scientifiche studiate in università. Usare i numeri immaginari è prassi comune, anche se nella vita non ho mai potuto contare la radice quadrata di meno una mela.

“Evidentemente la cosa piace … perché rappresenta il massimo dell’evasione, del disimpegno e magari del relax”
Qui c’è il sottinteso, non scientificamente provato, che il benessere provocato dalla lettura del fantasy sia ozio vizioso.
1) che possano piacere cose evasive, disimpegnate e rilassanti è assodato. A un numero statisticamente significativo di persone, me compresa, piacciono le vacanze, le sedute di idromassaggio, le pantofole e se a Bonincelli non dovessero piacere, buon per lui. Siamo liberi di avere gusti diversi.
2) che il fantasy sia disimpegnato lo lascio confutare ai molti che lo stan già facendo (articoli in pubblicazione, appena possibile inserirò i link).

“Non è difficile comunque trovare un nesso tra tutto questo e il dilagare di medicine alternative…”
Se non è difficile, allora lo faccia. Lo faccia scientificamente, per favore.
Inventi un esperimento, lo svolga, lo descriva, lo discuta con dei pari (accreditati, non al bar) e lo sottometta alla pubblicazione. Prima si misura, poi si parla.

Per esempio, se volessi dire che Bonincelli ha scritto questo articolo per farsi pubblicità dovrei suffragare la mia ipotesi con dei dati.
Come sono variate le vendite del suo libro Contro il sacro in seguito alla pubblicazione di Contro il fantasy? Come è variato il traffico e la partecipazione degli utenti sulla pagina facebook di La lettura? Come sono variate le sue presenze in dibattiti pubblici e quindi la sua visibilità? Queste variazioni riflettono quanto accaduto alla pubblicazione di Contro il sacro? Esiste un nesso di causa-effetto tra queste variazioni o sono solo correlazioni?
Se mi chiedessi, invece, se questo articolo è servito a decidere se l’interesse è tale da pubblicare un libro Contro il fantasy non avrei dati seri per dirlo. Non posso entrare nella sua mente, o in quella del suo editore. Sarebbe solo una supposizione.

Infine, mi aspetto una obiezione “In un articolo per il Corsera non si usa l’impostazione richiesta da una rivista scientifica”. Ovvio, però da uno che si definisce scienziato e che accusa il fantasy di non essere scientificamente rilevante mi aspetto che usi argomentazioni logiche e non fallaci.

2 commenti:

  1. Precisamente. Hai detto tutto con dovizia di argomentazione.

Dimmi che ne pensi. :)