Milano al tempo di Azzone Visconti

mappa di Milano nel medioevoL’unica piazza di Milano in cui era vietato urinare e che era interdetta agli animali e alle prostitute era Piazza dei Mercanti, sotto il nuovo Palazzo della Ragione (il Broletto nuovo).

Azzone Visconti fece demolire le botteghe addossate a Santa Tecla, la grande chiesa che sorgeva dove oggi si trova il Duomo, per creare uno spazio mercantile nuovo, l’Arengo, detto anche Broletto vecchio. I lavori iniziarono intorno al 1330 e proseguirono per tutto il regno di Azzone.

Lo storico domenicano Galvano Fiamma scrive:
“Ad un Principe magnifico si addice di fare grandi spese a vantaggio di tutta la comunità (come dice il filosofo nell’Etica), dato che i beni comuni hanno qualcosa che li assimila ai beni consacrati a Dio. Infatti il bene divino mal si può rappresentare in una singola persona, o in un ambito privato o personale; ma il culto o il bene divino risplendono più vivamente nella comunità intera. Così Azzone Visconti, signore della città, al quale spetta la cura di tutta la società urbana (universitas), dopo aver curato la costruzione della sua residenza privata, in modo magnifico pervenne ad occuparsi degli edifici pubblici.

E, tralasciando le mura della città, di cui ho riferito più sopra, si dedicò con molto impegno a ricostruire la torre della chiesa maggiore, che giaceva distrutta da quasi 180 anni, e cominciò a costruirla con grandi mezzi; e pose all’intorno i vessilli delle sei porte, su scudi marmorei. E così anche i vessilli della Chiesa, dell’Impero e dei Visconti. E, poiché le pareti di questa torre e della chiesa maggiore erano unite da taverne, fece distruggere tutto; e così ordinò che vi si facesse una grande piazza piana, molto utile alle attività mercantili. E, come si riferisce, si deve collocare sul lato della torre, che guarda in direzione di Santa Tecla, un monumento equestre dorato, che rappresenta la persona di Azzone Visconti. Si ignora quanto dovrà essere la futura altezza di questa torre; ma quando avrà raggiunto l’altezza di 250 o 245 braccia, vi sarà posto sulla sommità un bastone pastorale.”

Il palazzo dove risiedeva Azzone, oggi Palazzo Reale, fu decorato da Giotto, ma i suoi affreschi sono andati perduti.

Le mura romane erano ormai da tempo diventate troppo piccole per contenere la città, Azzone ne fece quindi costruire una cerchia più ampia, dotandola di nuove porte.

L’usanza di dare testate all’ara in cui erano custodite le reliquie di San Pietro martire era ben praticata. Le testate prevenivano il mal di testa. L’ara era nella navata di Sant’Eustorgio, non nella cappella in cui la si vede oggi.

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